Liberamente ispirato all'omonima opera di Gogol, lo sviluppo della rappresentazione parte da un'interpretazione seriamente tradizionale, per poi progressivamente diventare un incalzante e frenetico gioco di equivoci.
Spettacolo vincitore Franco Agostino Teatro Festival di Crema 2009.
Giudizio giuria:"Lavoro maturo che evidenzia la capacità di interpretare un testo con un uso mai banale del grottesco. Efficace composizione dei movimenti scenici con capacità recitative sviluppate in modo omogeneo"
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